09 marzo 2010. Primo giorno online per il mio blog. Non pensavo sarebbe stato così emozionante dare vita ad un'idea che sulle prime mi era sembrata così sciocca. Ora che sta diventando realtà ne sono ancora più convinto (che sia un'idea sciocca)...ma, tanto per citare il grande Henry Ford "che tu creda di riuscire o non riuscire, avrai comunque ragione". Come non inchinarsi al cospetto di un simile genio?

mercoledì 18 gennaio 2012

Se esci al Cabezo te ne freghi!


Quest'oggi riporto un mio commento rilasciato ad un noto sito di finanza italiano come risposta, cortesemente sarcastica, ad un loro articolo sull'attendibilità delle agenzie di stronzo-rating. Non che io voglia fare l'eterno ottimista combattendo a spada tratta tutti i catastrofisti superpessimisti ma credo sia arrivato il momento di pensare positivo. La negatività è troppo comoda, inutile ed assolutamente patetica. E poi diciamoci la verità...dopo due giorni di wave con la 4,7 onde formate e meduse possono anche portarmi il rating italiano a livello spazzatura che lo considererei una cosa positiva...ABBASSATE IL RATING AL CABEZO SE CI RIUSCITE!

Partendo dal presupposto che l'attuale crisi economica è la figlia legittima della ben piu grave crisi finanziaria esplosa negli Stati Uniti alcuni anni fa io decisamente fatico nel credere ora che queste agenzie (in evidente conflitto di interessi) stiano esprimendo giudizi coerenti sull'europa (ma non sul resto del mondo, vedi il caso tripla A inglese che fa semplicemente sorridere). La pressione costante, profonda, implacabile con la quale queste organizzazioni stanno opprimendo gli stati (europei) ed i loro cittadini le rende incapaci (a mio avviso) di qualunque credibilità e coerenza ed anzi le vede in prima "persona" impegnate nel tentativo di creare opportunità di guadagno per i propri azionisti. Da "non addetto ai lavori" possso in virtù affermare che agli analisti finanziari, profondi conoscitori della contabilità e dei numeri, manchi spiccatamente una pur minima conoscenza dell'aspetto umano e psicologico delle vicende che sono costretti, loro malgrado, ad analizzare.
Ne è dimostrazione il fatto che se così non fosse non assisteremmo, quotidianamente, a risultati (aziendali, nazionali, mondiali) che si discostano per il 70% dalle previsioni effettuate.
L'economia non è creata dal caos oppure da un'insieme di eventi sconnessi che, seguendo una logica aritmetica astrale, seguono un corso prestabilito. L'economia è fatta di persone, e con essa è intrisa di sentimenti, preda dell'emotività (come dimostrato dai mercati) e soprattutto suscettibile di cambiamenti inaspettati e inspiegabili.
Credere che l'opinione collettiva sia un branco di incapaci ed illogici esseri viventi porta anche a commettere degli errori di immagine clamorosi, vedi il caso del fondo Blackrock (azionista tralaltro di un'agenzia di rating) che si "sbaglia" nel comunicare l'uscita da Unicredit il primo giorno dell'aumento di capitale. Ormai nemmeno la vecchietta che abita al piano di sopra crede più a questi inguaribili (ed incredibili) bugiardi di classe A.
Anzi di classe AAA.
Saluti.

martedì 17 gennaio 2012

Auguri...e tante care cose a tutti


Odio le ricorrenze, così, tanto per dispetto, io faccio gli auguri di buon anno diciassette giorni dopo.
Capodanno quindi, tempo per gran parte della gente di fare bilanci e buoni propositi,
ma non per me.
Io vivo di bilanci, mi nutro di bilanci, affogo nei bilanci, e vomito bilanci. Per quanto riguarda i buoni propositi ne ho sempre di migliori ed esagerati. Per esempio vorrei ricoprire El Medano di Nutella per poi assoldare un plotone di prostitute che leccando tutti gli edifici possano far felici i cittadini depressi.
Alla fine questa è la chiave della questione: i cittadini.
Ho sviluppato al riguardo una teoria nelle ultime notti ventose di insonnia:
Il cittadino giace nel peccato e nella miseria morale. Egli paga le tasse per salvare il bilancio dello Stato.
Lo stato però nel frattempo salva le banche.
I soldi finiscono.
Il cittadino paga allora ulteriori tasse per salvare direttamente i bilanci delle banche che nel frattempo hanno speculato sugli stati vicini.
Anche i soldi dei cittadini oltre confine finiscono.
Il cittadino paga ancora altre tasse per salvare gli Stati vicini bisognosi e le loro banche. (I cittadini di questi stati stanno ovviamente facendo altrettanto).
I soldi finiscono di nuovo.
I cittadini (a questo punto) di tutti gli stati bisognosi pagano le ultime tasse per salvare le banche dei vicini, le proprie, quelle degli altri, quelle che c'erano una volta, quelle che non ci sono più e anche quelle teletrasportate sugli altri pianeti e nella terza dimensione, oltre lo spazio tempo e alle porte del caos che sappiamo già avranno bisogno di fondi, se non ora domani, l'anno prossimo o tra cento o mille secoli.
Il cittadino muore.
Le tasse passano ai figli, ai nipoti, agli amici, ai cani e gatti, ai pesci rossi che per vivere saranno costretti ad indebitarsi vendendo le proprie case, le mutande, le pinne, le branchie il proprio colore rosso sul mercato...
a prezzi da saldo.

Buon anno,
e tante care cose a tutti.